Ricerca: MoPlasDekon – Il plasma per la protezione da catastrofi

Il progetto di ricerca MoPlasDekon: presentazione del nuovo sistema di decontaminazione al plasma presso il Centro tecnologico di Plasmatreat. Da sinistra a destra: Sebastian Guist, Daniel Haße, Thomas Schmitt-John, Christian Buske, Alexander Knospe ed Erhard Krampe (Plasmatreat) insieme a Thomas Stadler (BRK), Uwe Kippnich (BRK), Bernd Kramer (Fraunhofer IVV), Peter Muranyi (Fraunhofer IVV) e Frank Sicking (Centro tecnologico VDI, promotore del progetto per conto del Ministero federale tedesco per l’istruzione e la ricerca - BMBF)
(Foto: Plasmatreat)

Steinhagen/Westfalia, Germania. Nel quadro del programma "Forschung für die zivile Sicherheit" (Ricerca per la protezione civile) promosso dal Ministero federale tedesco per l'istruzione e la ricerca (BMBF), nel mese di agosto è giunto alla sua conclusione il progetto triennale MoPlasDekon (abbreviazione di "Mobile Plasma-Dekontamination", ovvero "Decontaminazione mobile al plasma"). Nell'ambito di questa di ricerca, i partner di progetto Plasmatreat GmbH di Steinhagen e l'Istituto Fraunhofer per le tecnologie di processo e confezionamento (IVV) di Freising, insieme con la sezione bavarese della Croce Rossa (BRK) nel ruolo di partner associato, hanno presentato a fine luglio agli ospiti e ai rappresentanti della stampa un sistema di decontaminazione mobile al plasma da impiegare in ambienti a rischio biologico.

Disinfezione chimica: il procedimento MoPlasDekon punta a sostituirsi in futuro alle sostanze chimiche potenzialmente pericolose per la salute e per l’ambiente (Foto: Rafael Ben-Ari_Fotolia.com)

Il plasma al posto della chimica

L'obiettivo di questo progetto era quello di mettere a confronto le tradizionali tecniche di decontaminazione di superfici infettate, basate sull'impiego di sostanze chimiche, con un metodo di disinfezione ecologico, di facile impiego e ad azione rapida. Nel momento in cui gli operatori d'emergenza che agiscono in aree infette si tolgono le loro tute protettive al termine dell'intervento, essi rimangono comunque esposti a rischi significativi a causa degli agenti patogeni che rimangono attaccati alle tute stesse. Inoltre, batteri, funghi e virus devono essere eliminati anche dagli interni contaminati delle ambulanze. La decontaminazione finora avveniva soprattutto con l'applicazione, a mezzo spray o con uno strofinaccio, di sostanze chimiche liquide potenzialmente nocive per la salute e per l'ambiente.

Grazie al nuovo ugello è possibile abbattere di un milione di volte la carica batterica, in linea con i requisiti della sterilizzazione (Foto: Plasmatreat)

Grazie alla tecnologia MoPlasDekon, oggi è invece possibile eliminare dalle superfici gli agenti patogeni pericolosi in tempi estremamente rapidi con un procedimento a secco, senza rischi per l'ambiente e la salute degli operatori. "Il sistema di decontaminazione al plasma sviluppato da Plasmatreat è composto da un ugello di sterilizzazione che, per la produzione del plasma, si serve di una scarica a barriera dielettrica (Dielectric Barrier Discharge, DBD)", spiega Alexander Knospe, responsabile di gestione dell'innovazione di Plasmatreat e coordinatore del progetto congiunto MoPlasDekon. Con il nuovo ugello è possibile abbattere di un milione di volte la carica batterica, in linea con i requisiti della sterilizzazione. Le tute protettive in polimero indossate dagli operatori d'emergenza e gli interni delle ambulanze possono essere disinfettate in maniera efficace mediante l'azione del plasma reattivo. Grazie a uno speciale sistema di sensori per gas, sviluppato dal terzo partner del progetto, l'azienda m-u-t GmbH di Wedel (Germania), è inoltre possibile verificare l'efficacia del trattamento al plasma contro gli agenti patogeni direttamente sul posto.

Come prodotto industriale, il dispositivo MoPlasDekon pesa solo 25 kg e può quindi essere trasportato da un operatore per essere utilizzato facilmente come unità mobile. La batteria al litio incorporata assicura l'alimentazione elettrica in qualsiasi condizione. Grazie a questo sistema, in futuro sarà possibile procedere alla disinfezione di oggetti contaminati in qualsiasi parte del mondo senza dover ricorrere all'utilizzo di sostanze chimiche aggressive.

L’amministratore delegato di Plasmatreat, Christian Buske (a sinistra) ringrazia Thomas Stadler, responsabile del servizio d’emergenza della sezione bavarese della Croce Rossa (BRK) per avere messo a disposizione un’ambulanza per gli esperimenti effettuati con il dispositivo MoPlasDekon (Foto: Plasmatreat)

Assistenza pratica

Dal lato pratico, i partner del progetto MoPlasDekon hanno potuto contare sull'assistenza specialistica di quattro partner associati: l'Unità speciale Analytische Task Force Biologie (ATF B) dei Vigili del fuoco di Essen, il reparto di salvataggio e protezione civile della sezione bavarese della Croce Rossa (BRK), che per gli esperimenti ha portato un'ambulanza dalla Baviera fino a Steinhagen, oltre alla ditta Thorsten Schöppner INHAG Zelte und Zubehör. Il quarto consulente è rappresentato dall'agenzia federale centrale per la sorveglianza e la prevenzione sanitaria, il Robert Koch-Institut (RKI) di Berlino, che dispone di un'unità d'intervento interna per il contrasto dei rischi biologici.

Il passo successivo

L'evoluzione dal dispositivo dimostrativo alla produzione in serie rappresenta il passo successivo. Porte aperte quindi a tutti gli investitori interessati alla produzione industriale, i quali troveranno molto di promettente: il primo sistema hi-tech al plasma monitorato da sensori per gas in grado di intervenire in qualsiasi parte del mondo colpita da catastrofe senza bisogno di collegarsi alla rete elettrica, e di eliminare dagli oggetti gli agenti patogeni pericolosi in maniera ecologica, rapida e sicura senza ricorrere ad alcuna sostanza chimica.

Contatti

Siamo lì per te

Attendiamo con interesse di ricevere le vostre richieste. Saremo lieti di supportarvi in caso di domande o suggerimenti. Di seguito trovate il nominativo della persona da contattare oppure l’apposito modulo di contatto.